sabato 13 agosto 2011

Recensione Mille Splendidi Soli di Hosseini Khaled

Pubblicato da HydraRock alle 03:12 0 commenti
Recensione scritta da Teresa
1000 splendidi soli di Hosseini Khaled: il libro affronta il difficilissimo tema della condizione della donna nel mondo arabo, le due protagoniste sono diventate giovanissime spose di un uomo senza scrupoli che le usa per il proprio piacere e le maltratta in continuazione. L'animo femminile viene descritto con un realismo toccante e le pagine del libro scorrono veloci per scoprire il finale.

Descrizione del Libro

A quindici anni, Mariam non è mai stata a Herat. Dalla sua "kolba" di legno in cima alla collina, osserva i minareti in lontananza e attende con ansia l'arrivo del giovedì, il giorno in cui il padre le fa visita e le parla di poeti e giardini meravigliosi, di razzi che atterrano sulla luna e dei film che proietta nel suo cinema. Mariam vorrebbe avere le ali per raggiungere la casa del padre, dove lui non la porterà mai perché Mariam è una "harami", una bastarda, e sarebbe un'umiliazione per le sue tre mogli e i dieci figli legittimi ospitarla sotto lo stesso tetto. Vorrebbe anche andare a scuola, ma sarebbe inutile, le dice sua madre, come lucidare una sputacchiera. L'unica cosa che deve imparare è la sopportazione. Laila è nata a Kabul la notte della rivoluzione, nell'aprile del 1978. Aveva solo due anni quando i suoi fratelli si sono arruolati nella jihad. Per questo, il giorno del loro funerale, le è difficile piangere. Per Laila, il vero fratello è Tariq, il bambino dei vicini, che ha perso una gamba su una mina antiuomo ma sa difenderla dai dispetti dei coetanei; il compagno di giochi che le insegna le parolacce in pashtu e ogni sera le dà la buonanotte con segnali luminosi dalla finestra. Mariam e Laila non potrebbero essere più diverse, ma la guerra le farà incontrare in modo imprevedibile. Dall'intreccio di due destini, una storia che ripercorre la storia di un paese in cerca di pace, dove l'amicizia e l'amore sembrano ancora l'unica salvezza.

lunedì 8 agosto 2011

Recensione Gabriella, garofano e cannella

Pubblicato da HydraRock alle 03:29 0 commenti

I libri di Amado, come tutti i libri scritti da sudamericani, sono libri da"leggere"con tutti e cinque i sensi. Di Gabriella per esempio riesci a sentire il profumo di garofano mentre cammina così come"vedi"il colore cannella della sua pelle risplendere al sole! E poi c'è questo paesino, Illheus, nel Brasile dell'inizio '900, con i suoi coloriti abitanti, gli "inciuci", le passioni ed il desiderio di progresso scaturito dalle fiorenti coltivazioni di cacao...
In due parole: davvero bello!
Amado ha una scrittura molto affine a quella di Marquez (che è il mio scrittore preferito), forse in po'meno "crudo" nei dettagli, meno passionale nel descrivere l'amore ma certamente più romantico e delicato.
Scritta da Manuela

Descrizione del Libro
Gabriella dal profumo di garofano e dal colore di cannella, mulatta sinuosa che non cammina ma balla, che non parla ma canta, è arrivata con tanti altri emigranti dall'interno del sertão sul litorale, per non morire di fame. È arrivata a piedi, danzando sulla terra riarsa fino a Ilhéus per la gioia e la dannazione dell'arabo Nacib. Selvatica e spontanea, incapace di tutto fuorché d'amare e cucinare, la scalza Gabriella assiste senza molto capire agli intrighi della cittadina, ai mutamenti sociali, all'evoluzione della mentalità, alle beghe che scoppiano tra i fazendeiros per la supremazia nel mercato del cacao.Autore Jorge Amado

giovedì 4 agosto 2011

Recensione il centenario che saltò dalla finestra e scomparve

Pubblicato da HydraRock alle 02:43 0 commenti

Questo libro, dalla copertina curiosa, parla di Allan Karlsson, un uomo di 100 anni che a mio avviso sembra una specie di Forrest Gump,
un uomo che attraversa nei suoi cento anni fatti e personaggi che hanno contraddistinto il 900, sicuramente un Forrest Gump, meno tranquillo e più dinamitardo, ma un uomo che tranne alcuni anni passati a bere cocktail sulla spiaggia, ha vissuto intensamente passando da un avventura ad un'altra.
Sembra quasi un libro di storia del novecento, ma non lo è, forse è più un'avventura, forse è semplicemente la voglia di uomo, che ha vissuto la sua vita, facendosi trasportare dagli evanti, che ha vissuto pieno di curiosità e senza la paura di farsi trasportare.
Forse è stata questa incoscienza di affrontare gli eventi che lo ha fatto vivere così tante avventure da quando era piccolo, sono a che compie 100 anni, ed ancora non riesce a stare fermo e tranquillo, perchè a lui tutto sommato oltre bere gli piacere davvero vivere.
Durante il libro non si smette mai di scoprire quali personaggi famosi ha incotrato Alan, e in che importanti vicende storiche si è ritrovato.
Come ho detto potrà sembrare un libro storico, ma non lo è anche perchè parte tutto con un'avventura, dalla fuga dalla propria camera della casa di riposo, all'incontro con tipi strani che mai sarebbero forse potuti diventare tra loro amici.
Personalmente ho letto il libro con molta curiosità, anche quando in alcuni momenti poteva sembrare che ci si divagasse troppo su fatti storici.
Leggendo il libro ci si fanno molti pensieri, forse può sembrare troppo avventuroso e irreale, ma il senso io credo che sia, che la vita va vissuta perchè quando certi treni e certi fatti ci passano sotto agli occhi, basta un attimo per lasciarli passare e non viverli.
 

Il libro che ho letto Copyright © 2010 Designed by Ipietoon Blogger Template Sponsored by Online Shop Vector by Artshare